Impianti e investimenti
Nel novembre 2025, AGICI ha presentato, in collaborazione con Ecomondo e con il sostegno di IREN e RES, uno studio sul riciclo chimico e sulle prospettive di sviluppo di queste tecnologie. L’analisi ha permesso di fare il punto sullo stato degli investimenti, sugli scenari di mercato futuri e sui principali elementi necessari per far decollare la filiera.
Scarica il rapporto AGICI
sul Riciclo Chimico per approfondire.

A partire dai dati raccolti per lo studio, AGICI ha costruito un database aggiornato di tutti gli investimenti impiantistici annunciati in Europa in materia di riciclo chimico che mette a disposizione di tutti gli stakeholder per studi e ulteriori approfondimenti.
Il database, costruito su informazioni pubblicamente disponibili, include dati su impianti basati su tre principali tecnologie di riciclo chimico:
- solvolisi delle plastiche
- pirolisi delle plastiche
- gassificazione dei rifiuti indifferenziati
Esplora la mappa qui sotto e scarica i dati.
Questi dati sono rilasciati con licenza CC-BY
Che cos’è il riciclo chimico?
Il riciclo chimico comprende l’insieme dei processi finalizzati al recupero di materia a partire dai rifiuti mediante trasformazioni chimiche in grado di modificarne la struttura molecolare. A differenza del tradizionale riciclo meccanico, tali tecnologie consentono di riportare i materiali a uno stato simile al vergine, ampliando le possibilità di valorizzazione di flussi di rifiuti complessi o difficilmente riciclabili.
A che rifiuti si applica?
L’ambito di applicazione principale del riciclo chimico riguarda i rifiuti plastici. Attraverso processi di depolimerizzazione, di natura chimica o termica, è possibile ottenere monomeri o intermedi chimici che possono essere riutilizzati per la sintesi di nuovi polimeri con proprietà comparabili a quelle dei materiali vergini. Un secondo campo applicativo è rappresentato dai rifiuti indifferenziati, in particolare dal combustibile solido secondario (CSS), che può essere sottoposto a trattamenti termochimici per la produzione di gas di sintesi, successivamente convertibile in prodotti chimici di base.
Quali tecnologie?
Le principali famiglie tecnologiche del riciclo chimico sono tre. La solvolisi prevede la depolimerizzazione mediante solventi chimici, quali glicoli, acqua o metanolo. Queste tecnologie presentano un livello di maturità tecnologica medio-basso (TRL 3–8) e richiedono feedstock altamente selezionati e sistemi avanzati di purificazione dei prodotti, limitandone attualmente l’adozione su larga scala. La pirolisi consiste in una depolimerizzazione termica in condizioni controllate di ossigeno, producendo un olio che può essere ulteriormente raffinato per la produzione di nuovi polimeri. Pur richiedendo un feedstock a base di poliolefine con basse impurità, la pirolisi ha raggiunto un’elevata maturità pre-commerciale (TRL 9) ed è prossima a un’implementazione industriale diffusa. La gassificazione, infine, opera ad alte temperature su feedstock misti come il CSS, generando un syngas ricco in CO e H₂, impiegabile per la sintesi di metanolo e idrogeno. Questa tecnologia presenta un livello di maturità elevato (TRL 9) ed è già pronta per applicazioni commerciali.
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Eugenio Sini eugenio.sini@agici.it
Marco Carta marco.carta@agici.it
