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Rassegna stampa – KEY 2026. La centralità dell’Efficienza energetica per la competitività, la sicurezza energetica e la decarbonizzazione del Paese

A BREVE LA RASSEGNA STAMPA

Comunicato stampa

DECARBONIZZAZIONE: L’INTEGRAZIONE TRA EFFICIENZA E RINNOVABILI CONSENTE UNA MAGGIORE RIDUZIONE DELLA CO₂ E AUMENTA FINO AL +29% LA REDDITIVITÀ DEGLI INTERVENTI

Presentato oggi a Rimini, nell’ambito di KEY – The Energy Transition Expo, lo studio AGICI dedicato al ruolo dell’efficienza energetica nel percorso di decarbonizzazione italiana.

  • 50% delle abitazioni in classe F-G e scarsa propensione dei proprietari a riqualificare.
  • Industria orientata a investimenti di breve periodo legati a costi energetici e ETS.
  • Le principali ESCo attive in Italia, hanno fatturato 11 miliardi di euro nel 2024.
  • Gli interventi integrati generano VAN superiori: fino a +29% nel pubblico, +11% nel privato e +10% nell’industria energivora.

Rimini/Milano, 5 marzo 2026 – La decarbonizzazione dell’economia italiana può seguire due traiettorie: una incrementale, che riduce progressivamente le emissioni mantenendo invariati i modelli produttivi e di consumo, e una trasformativa, che integra efficienza energetica e fonti rinnovabili ripensando strutturalmente domanda e offerta di energia.

È questo il quadro che emerge dallo studio “Il ruolo dell’efficienza energetica all’interno del percorso di decarbonizzazione italiana”, realizzato da AGICI per KEY – The Energy Transition Expo. Lo studio è stato presentato oggi durante un evento organizzato da AGICI nella cornice della fiera, alla presenza di imprese, ESCo, associazioni di categoria e rappresentanti istituzionali, chiamati a confrontarsi sulle condizioni necessarie per accompagnare il sistema verso un approccio trasformativo alla decarbonizzazione.

Secondo l’analisi, l’approccio incrementale – oggi prevalente – risponde a logiche di breve periodo e a vincoli economico-finanziari immediati. Nel tempo, tuttavia, la riduzione progressiva delle emissioni comporta costi marginali crescenti. L’approccio trasformativo, fondato sull’integrazione tra efficienza energetica e fonti rinnovabili, consente invece di coniugare decarbonizzazione e creazione di valore.

Lo studio analizza innanzitutto la domanda nei diversi settori – residenziale, terziario/PA e industria – per fotografarne caratteristiche e limiti attuali; passa poi all’esame dell’offerta, rappresentata dalle ESCo, e si concentra infine sulla dimostrazione quantitativa dei benefici ambientali ed economici derivanti dall’integrazione tra efficienza e rinnovabili.

Il residenziale: patrimonio vetusto e proprietà diffusa

Il patrimonio edilizio italiano è composto in larga parte da edifici costruiti prima del 1980. Secondo i dati sulle attestazioni di prestazione energetica (APE), il 50% delle abitazioni rientra nelle classi energetiche peggiori (F e G), mentre il 73% è posseduto dall’occupante.

La riqualificazione energetica dipende quindi in larga misura dalle scelte delle famiglie proprietarie, spesso con orizzonti di investimento di breve periodo. Nei prossimi anni, dinamiche demografiche e climatiche – tra cui l’aumento dei gradi giorno di raffrescamento previsto al 2050 – modificheranno i fabbisogni energetici, spingendo verso una maggiore elettrificazione dei consumi domestici.

Il terziario e la PA: massa critica e lentezza di riqualificazione

Il patrimonio terziario italiano conta circa 1,3 milioni di edifici (10% del totale nazionale). Nel settore privato prevalgono commercio (69%), uffici (15%) e strutture ricettive (7%).

La Pubblica Amministrazione possiede oltre 770 mila unità immobiliari, di cui circa 130 mila dedicate a servizi non residenziali. Pur essendo previsto un obbligo di riqualificazione del 3% annuo, il processo procede lentamente.

L’industria: investimenti difensivi e orizzonte breve

Dalla survey condotta presso gli energy manager di imprese manifatturiere energivore emerge una domanda orientata al breve periodo. Gli investimenti si concentrano su fotovoltaico e soluzioni standard di efficienza energetica.

I principali driver sono la riduzione dei costi energetici e la compliance al sistema ETS (European Emissions Trading System). Il tempo di ritorno dell’investimento rappresenta il criterio decisivo nelle scelte, delineando una strategia prevalentemente incrementale.

Le ESCo: offerta frammentata e dipendenza dagli incentivi

Il campione di 449 ESCo (Energy Service Company, società specializzate nella progettazione e realizzazione di interventi di efficienza energetica) nel 2024 ha generato un fatturato complessivo di 11 miliardi di euro – in calo rispetto all’anno precedente, anche per effetto della fine del Superbonus.

Il 75% dei ricavi è concentrato nelle imprese di maggiore dimensione. Il settore resta fortemente influenzato dai meccanismi di incentivo pubblico e tende a seguire la domanda più che ad anticiparla.

L’integrazione tra efficienza e rinnovabili: la leva trasformativa

La modellazione condotta nello studio confronta interventi realizzati separatamente con interventi progettati in modo integrato. I risultati mostrano che l’integrazione consente una maggiore riduzione della CO a un costo unitario inferiore, grazie alle sinergie generate da una progettazione coordinata e dal corretto dimensionamento degli impianti.

Anche sotto il profilo economico-finanziario, l’integrazione si dimostra più efficace: il Valore Attuale Netto (VAN) risulta superiore rispetto alla somma degli interventi separati. Il VAN cresce fino al +29% negli edifici pubblici, al +11% nei condomini, al +9% nelle abitazioni unifamiliari e al +10% nell’industria energivora.

«La decarbonizzazione richiede oggi un’evoluzione del modello con cui affrontiamo il tema energetico», ha commentato Stefano Clerici, Amministratore Delegato di AGICI. «L’approccio incrementale ha consentito progressi significativi, ma i dati mostrano che per raggiungere gli obiettivi al 2050 e costruire nuova competitività industriale è necessario integrare efficienza e rinnovabili in una logica di creazione di valore. Questo passaggio riguarda domanda, offerta e istituzioni. Solo un’evoluzione condivisa del sistema permetterà di intercettare pienamente i benefici economici e ambientali dell’approccio trasformativo».

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